Usare Twitter con la Guida “A Colpi di Tweet”

Cari lettori, oggi parliamo di Twitter. Tutti sanno che questo Social Network ci è sempre piaciuto, fin dalla sua comparsa che, in Italia, è avvenuta all’incirca nel 2009. Il mio account personale @nicolaboschetti è stato creato nel marzo del 2010 e, da allora, i messaggi inviati superano (nel momento in cui scriviamo) i 2000 tweet.

Certo, apparentemente, usare Twitter è davvero facile: è sufficiente creare un account (operazione gratuita), convalidare i propri dati personali ed iniziare a scrivere. La particolarità dei tweet, è risaputo, è di essere brevi (max 140 caratteri di testo, compresi eventuali link) e ciò rende la timeline utente particolarmente snella e veloce da consultare (anche da tablet e/o smartphone). Ma questa particolarità è anche un’arma a doppio taglio: è infatti difficile “emergere” nella grande quantità di tweet inviati ogni giorno, e si corre il rischio di passare totalmente inosservati.

Inoltre, il fatto di avere un séguito (i cosiddetti follower) dipende dalla qualità delle cose che si riescono a postare che, se risultano interessanti, verranno fatte circolare attraverso i retweet, e se contengono degli hashtag popolari, arriveranno sulla timeline di un numero sempre crescente di utenti.

Come fare dunque per imparare ad usare bene Twitter? Come fare per costruirsi un cospicuo numero di Followers? E come fare per gestire al meglio la propria “presenza online” su un Social Network che, per sua stessa natura, richiede un uso magari non continuativo ma molto frequente? Abbiamo cercato di dare una risposta a queste ed altre domande, e ci siamo imbattuti nella guida A Colpi di Tweet, realizzata da due giovani freelance, Saverio Bruno e Francesca Oliva.

Copertina della Guida A Colpi di Tweet

La guida A Colpi di Tweet è organizzata in tre capitoli, che riguardano altrettanti argomenti principali: “quando scrivere su Twitter“, ovvero, come effettuare delle accurate analisi atte a fornire il momento ideale della giornata (e della settimana) per fare in modo che i tweet raggiungano il maggior numero di persone possibili; segue il capitolo dedicato alla “visibilità dei Tweet“, tema indubbiamente molto delicato, in quanto… un tweet non visibile è come se non esistesse; infine il terzo capitolo tratta il tema della “programmazione dei Tweet” (scheduling) utilizzando i tools forniti dalla piattaforma stessa oppure da terze parti.

All’interno della guida, nulla viene dato per scontato da Saverio e Francesca che, va anche detto, hanno pubblicato una mini-guida denominata Corso di Twitter Marketing (reperibile gratuitamente sul loro sito) che a mio avviso può essere considerata un giusto compendio alla guida principale (anzi, conviene scaricarsi anzitutto la mini-guida in formato eBook, per conoscere tutte le principali funzionalità “base” di Twitter).

Molto interessante la parte iniziale della guida, nella quale vengono esposti alcuni strumenti di analisi di un account Twitter (sia il proprio account che anche un account “concorrente”); si sa che la Rete mette a disposizione una moltitudine di informazioni, ed analizzando ciò che “fanno gli altri” è possibile costruire, modellare e perseguire la propria strategia.

Per quanto riguarda l’uso dei Tools di Scheduling (programmazione dei Tweet), Saverio e Francesca espongono con dovizia di screenshot molto dettagliati i principali strumenti che il mercato offre (Hootsuite, Buffer, Followerwonk, ed altri) ma puntualizzando con estrema attenzione il fatto che l’automazione va spesso (per non dire sempre) usata con cautela; questo fatto mi ha colpito particolarmente (in positivo) perché fare totale affidamento alle tecniche di automazione porta alla “spersonalizzazione” della propria opera, della propria identità in Rete.

Per concludere, sono rimasto davvero bene impressionato dalla guida A Colpi di Tweet, che ho già letto almeno due volte (l’ho pure stampata sulla cara vecchia carta) ma contiene così tanti spunti che necessiterà di almeno altre “n” riletture.

A Colpi di Tweet costa 37 euro (nel momento in cui scriviamo) ma possiamo proprio dire che sono “soldi ben spesi”. Grazie ragazzi!

One Response

  1. Francesca Oliva 13 novembre 2014

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