Il segreto per costruire un sito aziendale che funziona

Costruire un sito aziendale che funziona

Abbiamo già parlato più volte dell’argomento “costruire un sito web aziendale” e del fatto che noi ci troviamo propensi ad utilizzare un CMS che permetta di produrre delle pagine web professionali, conformi agli standard e soprattutto senza impegnare eccessive risorse in codice HTML/CSS, bensì utilizzando invece una parte cospicua del budget per redigere buoni contenuti e promuovere adeguatamente il lavoro.

Quello che segue è l’opinione dell’amico e collega Luca, che abbiamo conosciuto “virtualmente” e che, a nostro avviso, introduce una metodologia di lavoro interessante che condividiamo. Vi lascio con le sue stesse parole, ricordando che sul suo sito www.sitofuoriclasse.com potete trovare ulteriori approfondimenti.

[Guida-Flash per neofiti] Il segreto per costruire un sito aziendale che funziona

Spesso quando ci si trova a realizzare un nuovo sito web si inizia a lavorare senza aver pensato troppo a cosa inserirci in quanto, come riscontrano tutti i webmaster, la parte grossa del lavoro consiste nello scrivere il codice informatico e configurare il tutto (ottimizzazione immagini, SEO, testi e titoli, configurazione del CMS, ecc.).

Anche in fase di briefing con il cliente, infatti, non sempre si va a parlare di obbiettivi precisi da raggiungere, specialmente quando ci viene richiesto di realizzare un semplice “sito vetrina” economico e senza troppe pretese.

In questo modo, ci si concentra sulla produzione tecnica vera e propria del sito ed il resto diventa quasi sempre un aspetto secondario nella realizzazione di un sito web; ciò avviene un po’ perché come abbiamo appena detto il webmaster si occuperà principalmente della parte informatica, ed il cliente non pone l’accento su quelli che saranno gli obbiettivi che si aspetta dal suo nuovo sito aziendale.

Obbiettivi e siti dalla dubbia utilità

Un sito web può avere diversi obbiettivi. A volte deve semplicemente raccogliere un po’ di informazioni sull’azienda e fornire i recapiti aziendali a chi ne abbia bisogno.

Altre volte c’è bisogno che diventi una sorta di catalogo online di facile consultazione sia da parte dei clienti che dei rappresentanti e dai venditori dell’azienda.

Ancora più spesso, però, l’obbiettivo primario di un sito web aziendale è di natura commerciale: aumentare la visibilità dell’azienda, raccogliere contatti e richieste di preventivo e, per dirlo in modo grezzo ma concreto, dovrebbe permettere di trovare nuovi clienti e fatturato.

Questo obbiettivo, però, non sempre viene raggiunto per una moltitudine di motivi diversi che per certi versi possono essere facili da individuare ma difficili da prevedere senza un’analisi preliminare che concentri il focus del webmaster su di essi. Questo succede quasi sempre a lavoro ultimato e dopo parecchi mesi dalla pubblicazione del sito internet, quando il cliente si rende conto che, effettivamente, non ha avuto alcun ritorno dell’investimento.

Siamo infatti abituati a vedere siti aziendali costruiti secondo uno standard ben preciso e piuttosto istituzionale: le classiche 5 pagine “home”,  “chi siamo”, “prodotti”, “servizi” e “contatti”.

Questa struttura piuttosto inquadrata e dispersiva lascia l’utente totalmente libero di navigare nel sito internet e difficilmente si presta a creare percorsi “blindati” in cui far entrare l’utente e condurlo per mano fino alla richiesta di contatto.

Nella stragrande maggioranza dei casi in cui il cliente chiede un “sito vetrina”, inoltre, per contenere i costi del lavoro si propone lui stesso di fornire i testi ed il materiale fotografico da inserire nel sito. È inutile sottolineare che questo materiale è, quasi sempre, di qualità “amatoriale” (per non dire di peggio). Già il fatto di avere contenuti poco invitanti e di scarso valore non aiuta a convertire i visitatori in contatti.

Quindi, ogni volta che un sito web dimostra performance commerciali distanti dalle aspettative del cliente è, nel 99% dei casi, a causa di tutto questo insieme di circostanze, distrazioni e carenze comunicative; per questo motivo, durante la realizzazione del sito dovremo prestare particolare attenzione proprio a questi aspetti.

Per fare centro ragiona al contrario

A meno che il sito che dobbiamo realizzare non abbia una funzione che potremmo definire banale, ad esempio mostrare semplicemente i recapiti aziendali o il catalogo, molto probabilmente ci troveremo a costruire un sito che, anche se il cliente non l’ha detto espressamente, dovrà avere utilità commerciale.

Per questo motivo, cioè che quasi tutti i titolari di azienda, anche se non lo dicono esplicitamente, sperano che il loro sito gli possa portare clienti, voglio dedicare l’articolo parlando di quello che ho notato essere per me e altri webmaster l’iter giusto da seguire per creare un sito web capace di convertire i visitatori in contatti reali.

Questo “processo produttivo” consiste sostanzialmente nel percorrere i passi della realizzazione di un sito web a ritroso ed agire, step by step, in funzione del sotto-obbiettivo che ci troviamo ad analizzare.

Facciamo un esempio

Un buon sito aziendale è quello che ti fa realizzare una vendita. Ma per poter realizzare una vendita c’è bisogno, ancor prima, che ti arrivi una richiesta di contatto o una telefonata da parte di una persona che ha visitato il tuo sito. Per massimizzare il numero di richieste di contatto, non è sufficiente inserire la pagina “contatti” nel sito, anzi, c’è bisogno di qualcosa di più comodo ed incentivante. Stiamo parlando delle call-to-action, che dovrebbero essere posizionate, non dico alla fine di ogni pagina, ma comunque in tutte le pagine dove ci accingeremo ad inserire la presentazione di prodotto o servizio.

Perché l’utente arrivi a convincersi che potenzialmente l’azienda del tuo cliente è quella giusta per le sue esigenze, e quindi a contattarlo tramite la call-to-action, deve però leggere tutto il testo che gli proponi, e sappiamo che, a causa della frenesia con cui visitiamo i siti web e dell’abitudine umana di guardare solo le immagini e soprassedere sul testo, non è impresa semplice.

Perché un utente si auto-qualifichi come potenziale cliente leggendo tutto il testo, devi fornirgli un testo interessante, persuasivo, ed accompagnato da immagini e/o fotografie contestuali ma, soprattutto, originali e di qualità. Se te lo stai chiedendo, la risposta è “no, le fotografie stock del businessman sorridente non funzionano”, serve qualcosa di vicino all’identità aziendale del tuo cliente. L’ideale è rivolgersi a copywriter professionisti ed usare foto scattate durante uno shooting in azienda, a costo di dover abbassare il budget del sito per poter farci stare anche questi due servizi.

A questo punto, però, c’è bisogno di qualcuno che visiti il sito, in modo da poter leggere i nostri fantastici testi, guardare le nostre bellissime foto, e che finisca per contattare il nostro cliente. Questo elemento mancante del puzzle sono i visitatori.

Un sito senza visitatori è come una vetrina di un negozio posizionato in cima all’Everest: anche se sono bellissimi, se non li vede nessuno sono completamente inutili.

Occorre quindi pensare ad un posizionamento Google (o qualcosa di equivalente) adeguato alle esigenze di traffico del cliente, cercando il giusto compromesso tra volume-ricerche e difficoltà di posizionamento, ed adeguando il tutto al budget del cliente.

So già cosa state pensando…

Forse state pensando qualcosa come “eh ma in questo modo un sito viene a costare minimo 1.000-1.500€! C’è crisi! Sono troppi!”. Già.

Questi sono i passi da percorrere, ed i componenti giusti da creare, per un sito che possa avere speranza di funzionare davvero nel suo compito di generare contatti e clienti. Credo che chi legge questo blog sia un professionista del web e quindi sia giusto ragionare in quest’ottica.

Sicuramente c’è chi può obbiettare che in questo modo si perderanno un sacco di lavori a causa del prezzo elevato, o che al cliente potrebbe non servire tutta questa completezza di servizio e quindi c’è il rischio di rifilargli qualcosa di troppo impegnativo per le sue esigenze.

A parte il fatto che un po’ di fatturato extra non ha mai fatto fallire nessuno, quello che si può fare in questi casi, per poter limare il prezzo rimanendo comunque dei professionisti, è essere trasparenti con il cliente e far presente che, se si vuole tagliare il budget ed eliminare qualche componente “fondamentale” per la buona riuscita di un lavoro, si può fare; a patto che il cliente sollevi il webmaster dalla responsabilità dei risultati del sito.

In questo modo, una volta che avrai messo in guardia il cliente dal rischio di trovarsi un sito inutile se deciderà di fare a modo suo, puoi iniziare a lavorare serenamente e senza la preoccupazione che il cliente potrebbe rimanere deluso dalla scarsa utilità del suo sito web.

In caso contrario, cioè qualora eliminassimo dei componenti con il solo scopo di abbassare il prezzo senza avvisare il cliente delle conseguenze, andremmo a finire nel girone dei “cuGGini” o dei nipoti. E credo che conosciamo abbastanza questo tipo di situazioni… 🙂

One Response

  1. angelaf1984 6 giugno 2016

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