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I Tech Brand di maggior valore secondo Brand Finance

Il brand tecnologico più potente al mondo è quello di Google. A dirlo è la classifica “Technology 100 2017” pubblicata nei giorni scorsi dalla società di consulenza britannica Brand Finance, specializzata appunto nel “misurare” il valore dei marchi del segmento più importanti in questo preciso momento storico. La notizia è che la “Grande G” ha superato in vetta l’altro colosso del settore, Apple, il quale ha sì presentato di recente un trimestre da record e vendite di iPhone stellari, ma d’altro canto per buona parte del 2016 aveva navigato un po’ a vista con i bilanci, riuscendo soltanto a fine anno a invertire una rotta che iniziava a diventare pericolosa. Viceversa, Google non solo mantiene intatta la qualità dei suoi servizi, ma ha davanti a sé previsioni di un avvenire decisamente roseo.

Dietro a questi due giganti del mondo hi-tech troviamo, nell’ordine, Amazon, Microsoft, Facebook, Samsung, Ibm, Alibaba, Oracle e Huawei. L’infografica realizzata da StampaPrint mostra e analizza i dati contenuti nella classifica, mostrando l’andamento dei brand nel corso dell’ultimo quinquennio e la loro dislocazione geografica sul nostro pianeta. Un buon modo per sintetizzare la salute di un settore in costante, per certi versi incredibile, crescita.

Rapporto Best Global Brands 2016

Giunto alla 17esima edizione, il rapporto di Interbrand è ormai divenuto uno strumento indispensabile per capire quali sono i marchi più importanti su scala globale. Per quel che riguarda il 2016, stando alla grande società di consulenza con sede a New York, il brand che vale di più in assoluto è quello di Apple, seguito a ruota da Google e dalla “eterna” Coca Cola.

Le prime posizioni di questa speciale graduatoria sono appannaggio di marchi tecnologici e automobilistici, mentre l’Italia fa giusto un paio di apparizioni all’interno delle prime dieci posizioni. E lo fa grazie ai suoi brand di moda: Gucci si piazza a metà della classifica, mentre più indietro troviamo Prada, comunque ceduta in tempi recenti a un gruppo francese. L’infografica realizzata da Stampaprint illustra le prime posizioni della classifica di Interbrand, i marchi che hanno fatto i balzi più significativi in avanti o indietro nella classifica e una serie di cifre e curiosità.

Interbrand Miglior Brand 2016

(Clicca sull’immagine per ingrandirla)

Usare Twitter con la Guida “A Colpi di Tweet”

Cari lettori, oggi parliamo di Twitter. Tutti sanno che questo Social Network ci è sempre piaciuto, fin dalla sua comparsa che, in Italia, è avvenuta all’incirca nel 2009. Il mio account personale @nicolaboschetti è stato creato nel marzo del 2010 e, da allora, i messaggi inviati superano (nel momento in cui scriviamo) i 2000 tweet.

Certo, apparentemente, usare Twitter è davvero facile: è sufficiente creare un account (operazione gratuita), convalidare i propri dati personali ed iniziare a scrivere. La particolarità dei tweet, è risaputo, è di essere brevi (max 140 caratteri di testo, compresi eventuali link) e ciò rende la timeline utente particolarmente snella e veloce da consultare (anche da tablet e/o smartphone). Ma questa particolarità è anche un’arma a doppio taglio: è infatti difficile “emergere” nella grande quantità di tweet inviati ogni giorno, e si corre il rischio di passare totalmente inosservati.

Inoltre, il fatto di avere un séguito (i cosiddetti follower) dipende dalla qualità delle cose che si riescono a postare che, se risultano interessanti, verranno fatte circolare attraverso i retweet, e se contengono degli hashtag popolari, arriveranno sulla timeline di un numero sempre crescente di utenti.

Come fare dunque per imparare ad usare bene Twitter? Come fare per costruirsi un cospicuo numero di Followers? E come fare per gestire al meglio la propria “presenza online” su un Social Network che, per sua stessa natura, richiede un uso magari non continuativo ma molto frequente? Abbiamo cercato di dare una risposta a queste ed altre domande, e ci siamo imbattuti nella guida A Colpi di Tweet, realizzata da due giovani freelance, Saverio Bruno e Francesca Oliva.

Copertina della Guida A Colpi di Tweet

La guida A Colpi di Tweet è organizzata in tre capitoli, che riguardano altrettanti argomenti principali: “quando scrivere su Twitter“, ovvero, come effettuare delle accurate analisi atte a fornire il momento ideale della giornata (e della settimana) per fare in modo che i tweet raggiungano il maggior numero di persone possibili; segue il capitolo dedicato alla “visibilità dei Tweet“, tema indubbiamente molto delicato, in quanto… un tweet non visibile è come se non esistesse; infine il terzo capitolo tratta il tema della “programmazione dei Tweet” (scheduling) utilizzando i tools forniti dalla piattaforma stessa oppure da terze parti.

All’interno della guida, nulla viene dato per scontato da Saverio e Francesca che, va anche detto, hanno pubblicato una mini-guida denominata Corso di Twitter Marketing (reperibile gratuitamente sul loro sito) che a mio avviso può essere considerata un giusto compendio alla guida principale (anzi, conviene scaricarsi anzitutto la mini-guida in formato eBook, per conoscere tutte le principali funzionalità “base” di Twitter).

Molto interessante la parte iniziale della guida, nella quale vengono esposti alcuni strumenti di analisi di un account Twitter (sia il proprio account che anche un account “concorrente”); si sa che la Rete mette a disposizione una moltitudine di informazioni, ed analizzando ciò che “fanno gli altri” è possibile costruire, modellare e perseguire la propria strategia.

Per quanto riguarda l’uso dei Tools di Scheduling (programmazione dei Tweet), Saverio e Francesca espongono con dovizia di screenshot molto dettagliati i principali strumenti che il mercato offre (Hootsuite, Buffer, Followerwonk, ed altri) ma puntualizzando con estrema attenzione il fatto che l’automazione va spesso (per non dire sempre) usata con cautela; questo fatto mi ha colpito particolarmente (in positivo) perché fare totale affidamento alle tecniche di automazione porta alla “spersonalizzazione” della propria opera, della propria identità in Rete.

Per concludere, sono rimasto davvero bene impressionato dalla guida A Colpi di Tweet, che ho già letto almeno due volte (l’ho pure stampata sulla cara vecchia carta) ma contiene così tanti spunti che necessiterà di almeno altre “n” riletture.

A Colpi di Tweet costa 37 euro (nel momento in cui scriviamo) ma possiamo proprio dire che sono “soldi ben spesi”. Grazie ragazzi!

Social Media e Print Marketing: Promuoversi anche Offline

Print Marketing

Con Social Media Marketing si intende quell’ambito del marketing che si occupa di generare visibilità sui canali social media. Ossia su delle piattaforme online che le persone adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio. Se ne parla, oggi, sempre più diffusamente, ed in un precedente articolo noi abbiamo trattato il tema dell’influenza che i Social hanno sulla nostra vita quotidiana.

Come le Reti Sociali influenzano la nostra presenza online

Reti Sociali e influenza

I social network e le nostre relazioni interpersonali

Cari lettori ed amici, oggi mi vorrei soffermare su un tema a noi tutti vicino, ovvero i social network. Avete mai pensato a quanto questa realtà virtuale, che utilizziamo quotidianamente, abbia trasformato il nostro quotidiano? Ebbene sì, si tratta proprio di questo, le reti sociali hanno influenzato negli ultimi anni i nostri rapporti interpersonali, lo scambio di pareri ed opinioni, così come il modo di comunicare (per certi versi più facile, per altri meno diretto); non è da meno il fatto che il social sia sfruttabile per stringere preziose collaborazioni professionali.